Più di dieci anni fa uno studio sui nutrienti presenti negli alimenti ha concluso che dovremmo mangiare otto arance per ottenere la stessa quantità di vitamina A che i nostri nonni ricavavano da uno solo di questi frutti.

Avete il tempo di mangiare otto arance a colazione? No? Nemmeno noi, ma questo potrebbe essere l’ultimo dei nostri problemi, perché quel che è ancora più preoccupante è che la situazione sta progressivamente peggiorando.

L’enorme calo di sostanze nutritive che stiamo riscontrando nei nostri alimenti è dovuto al rapido esaurimento del contenuto organico del suolo che attualmente ha un impatto negativo su 3,2 miliardi di persone nel mondo (UNCCD, 2019).

Senza un livello sufficiente di materiale organico nei terreni agricoli, infatti, non crescono prodotti nutrienti. Ma una soluzione c’è, perché se è vero che rimuovendo il contenuto organico dal suolo questo diventa sabbia sterile, è vero anche che l’aggiunta di adeguati nutrienti può rendere fertile la sabbia.

In tutto il mondo il 52% del suolo agricolo è già degradato (UNCCD, 2020). Secondo l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura, se tale fenomeno continua, potrebbero rimanerci solo 60 anni di raccolti; uno scenario che renderebbe inevitabile una crisi alimentare globale.

Negli Stati Uniti, dove si stima che il 50% del soprassuolo nazionale sia già degradato, si riscontra una carenza di magnesio nel 45% della popolazione con conseguenti disturbi sulla salute quali ipertensione, diabete e scompensi neurologici.

La carenza di magnesio è dovuta a diversi fattori, tra cui appunto l’esaurimento dei nutrienti nei vegetali (Nutrients, 2018). Si tratta di una crisi che riguarda tutti noi, a ogni latitudine.

Qual è la soluzione?

Gli esperti sono concordi nell’affermare che l’aumento del contenuto organico del suolo è l’unico modo per invertirne il degrado e prevenirne l’estinzione. La sfida più difficile è raccogliere un ampio consenso per operare su una scala abbastanza ampia da ottenere un impatto significativo. È incoraggiante sapere che, oltre agli scienziati e agli ambientalisti, molte personalità influenti stanno iniziando a sostenere questa causa.

La voce più eminente oggi è quella di Sadhguru, yogi, visionario e autore di due bestseller per il New York Times.

Sadhguru ha lanciato diverse iniziative nel corso degli anni, che rappresentano un esempio concreto di come si possano riunire tutti i segmenti della società per creare soluzioni durature e sostenibili per questioni di carattere ecologico e sociale.

Nel 2017 ha dato vita al movimento Rally for Rivers per sensibilizzare l’opinione pubblica sul problema del progressivo prosciugamento dei fiumi indiani.

Sostenuta da 162 milioni di persone, è stata la campagna ecologica che ha ottenuto il maggiore successo in questo ambito, tanto da essere inclusa nel programma delle Nazioni Unite per il Clima (Climate Action Compendium of Nature-based Solutions).

Successivamente, Sadhguru ha dato vita a Cauvery Calling, un movimento orientato alla piantumazione di 242 miliardi di alberi per rivitalizzare il fiume Cauvery. Il progetto ha sostenuto 125.000 agricoltori che hanno trovato nella coltivazione di queste piante una nuova opportunità di sviluppo.

Il movimento Save Soil (Salva il Suolo) intende portare a livello globale questo collaudato modello di partecipazione e affrontare la crisi del suolo chiamando a raccolta 3,5 – 4 miliardi di individui in tutto il mondo, ovvero il 60% della popolazione mondiale votante.

Per raggiungere l’obiettivo di sostenere i governi di tutte le nazioni nell’ istituire politiche per l’incremento del contenuto organico del suolo coltivabile.

Per dare voce a questa iniziativa, il 21 marzo 2022, Sadhguru si è imbarcato in un formidabile viaggio di 100 giorni, in moto, percorrendo 30.000 km in solitaria da Londra all’India meridionale.

Nel corso di questo pellegrinaggio attraverso 27 paesi, il fondatore di Save Soil ha incontrato esperti, influencer, pubblico e politici, ponendoli di fronte all’emergenza di una azione concreta e rapida per contrastare l’estinzione del suolo.

Il 21 giugno 2022, a conclusione di questa memorabile impresa, il messaggio di Sadhguru ha raggiunto 3,91 miliardi di persone e ispirato 80 nazioni a sostenere la causa del movimento.

Salva il Suolo adotta un approccio inclusivo e non si schiera contro nessuna persona, organizzazione, o settore industriale e agricolo.

L’obiettivo di aumentare il contenuto organico del suolo al 3-6% può essere perseguito in diversi modi, il più semplice dei quali consiste nell’incremento della copertura arborea.

Il movimento è sostenuto dal Programma Ambientale delle Nazioni Unite, dalla Convenzione delle Nazioni Unite per la lotta alla desertificazione, dal Programma Alimentare Mondiale, dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura, dall’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura e dal Vaticano.

Per ulteriori informazioni su Save Soil, sul viaggio di Sadhguru e sulle modalità di sostegno, visitare il sito: SaveSoil.org/it