InnovaLang opera nella cosiddetta “Language Industry”, vale a dire l’industria del linguaggio, macrosettore in costante crescita che in Italia occupa decine di migliaia di lavoratori, contribuendo in modo sostanziale al PIL nazionale.

Parliamo qui di macrosettore in quanto le categorie e i settori interessati sono molteplici, dalla traduzione all’interpretariato, dalla Language Technology all’insegnamento, fino all’associazionismo; e lo stesso settore della traduzione vede al suo interno Freelance (traduttori, revisori, proofreader, copy, interpreti, post-editor, grafici), agenzie di diverse dimensioni (da due a decine di impiegati) e consulenti.

In questa pagina ne presentiamo una panoramica generale attraverso riferimenti rappresentativi ed esemplificativi di una casistica ben più ricca, senza alcuna pretesa di completezza ma in modo significativo per offrire al lettore uno spaccato della Language Industry in Italia ad oggi.

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I TRADUTTORI

Iniziamo con la colonna portante della nostra industria: i cosiddetti “Linguist”, etichetta imprecisa che tuttavia va di moda in ambito internazionale per definire traduttori, revisori, proofreader, copy, interpreti, mediatori culturali, post-editor, grafici operanti sia come freelance (in questo caso anche denominati “vendor”), sia come dipendenti di aziende.

La loro formazione avviene generalmente presso corsi di laurea in linguistica con esami in traduttologia, distribuiti in tutta Italia, a cui sovente seguono enti di specializzazione o formazione continua, come il master in traduzione e interpretariato offerto dall’agenzia formativa TuttoEuropa di Torino, con il quale collaboriamo da più di quindici anni. Esistono poi convegni specifici, alcuni ricorrenti come il SATT (School of Advanced Technologies for Translators) presso la Fondazione Bruno Kessler di Trento.

È altrettanto diffusa la professionalizzazione di traduttori in materie dal gergo specifico a partire da esperienze accademiche in ambito scientifico (medicale, biotech, chimica), come nel caso del nostro partner BRG sas, o da studi e pratica in ambito legale, come nel caso delle nostre partner di LexTranslate: non è quindi da dare per scontato che chi traduce in ambito tecnico/scientifico o legale/finanziario abbia formazione linguistica, soprattutto in ambiti dove competenze specifiche e conoscenze tecniche sono auspicabili, in traduzione professionale.

I “luoghi d’incontro” e aggregazione per i professionisti della traduzione sono sia virtuali, come le piattaforme ProZ e Translators Café, sia di persona, come nel caso della bella iniziativa LocLunch, ormai diffusa in tutto il mondo, che porta gli addetti del settore a trovarsi a pranzo una volta al mese per discutere, confrontarsi, e stringere nuove collaborazioni e amicizie.

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LE ASSOCIAZIONI DI TRADUTTORI

Per quanto riguarda l’associazionismo, purtroppo in Italia non esiste un ordine professionale dei traduttori, né un albo certificato dei traduttori professionisti, e nel tempo si è cercato di colmare tale lacuna attraverso aggregatori privati, che in certi casi forniscono una propria certificazione. Purtroppo anche in questo caso il panorama è frammentato e disomogeneo, nonostante le buone intenzioni e le encomiabili iniziative di enti quali AITI (Associazione italiana Traduttori e Interpreti, che vanta diverse sezioni regionali), ANITI (Associazione Nazionale Italiana Traduttori e Interpreti), TradInfo, AIIC Italia (Associazione Internazionale Interpreti di Conferenza in Italia), AssoInterpreti, ASSITIG (Associazione Italiana Traduttori e Interpreti Giudiziari), AMLEC (Associazione Professionale Mediatori Linguistici e Culturali), e Acta (associazione di freelance in generale). A livello internazionale vale la pena menzionare l’ATA (American Translators Association), molto attiva e ben consolidata, con un gran numero di iscritto anche oltre oceano.

Tipicamente, i sopracitati professionisti del linguaggio e della traduzione lavorano come dipendenti, in cooperativa o associati, o come liberi professionisti (freelance) con status di ditta individuale, quest’ultima casistica coprendo la stragrande maggioranza dei casi. Questi ultimi operano per i c.d. clienti finali, o clienti diretti, oppure si appoggiano ad agenzie, scelta che comporta un notevole minore sforzo per la ricerca di clienti, tuttavia generalmente a fronte di una diminuzione delle tariffe, soprattutto nel caso di rapporti continuativi.

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LE AGENZIE DI TRADUZIONI PROFESSIONALI

Per quanto riguarda le agenzie di traduzioni, altresì denominate LSP (Language Service Providers), il panorama italiano è molto frammentato, con 200 aziende circa di cui sole tre imprese che superano i 10 milioni di fatturato annuo, 45 agenzie fra 1 e 10 milioni, ma in circa il 75% dei casi si tratta di microimprese al di sotto del milione di fatturato annuo.

Mentre nel resto d’Europa si assiste a una notevole vivacità nell’accorpamento di imprese tramite fusioni e acquisizioni, risultando nella creazione di gruppi di dimensioni rilevanti e forte presenza sui mercati, in Italia queste strategie faticano a prendere piede, con l’infausta conseguenza di restare piccoli e frammentati, quindi deboli commercialmente e contrattualmente.

InnovaLang negli ultimi anni si è mossa fondamentalmente su una crescita organica tramite l’innovativa app di interpretariato umano e “al volo” fornita con Kliir, aprendo una sede a Cagliari sotto il marchio Limbas Agency, con cui fungere da polo di riferimento per le traduzioni professionali necessarie alle aziende sarde, e con il brand TraTecTor – Traduzioni Tecniche Torino – dedicato alle esigenze di traduzioni professionali del comparto tecnologico e manifatturiero piemontese.

Abbiamo inoltre stabilito partenariati e collaborazioni che ci conferiscono un elevato valore aggiunto con la già citata LexTranslate sulle traduzioni legali e sulle traduzioni in ambito finanziario, con Forword che ci copre il segmento delle traduzioni audio-video; con Eureco per reciproco supporto sulle traduzioni in campo tecnico-scientifico e con CreativeWords per quanto trattabile con la machine translation + post editing (MTPE). Stiamo inoltre lavorando a una sinergia con i prestigiosi Transeuropa Recording Studios di Torino per offrire alla nostra clientela pacchetti “chiavi in mano” dal copy al doppiaggio di contenuti audio in ogni lingua di interesse.

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UNA PANORAMICA SULLE AGENZIE DI TRADUZIONI IN ITALIA

Crescita organica a parte, che negli ultimi anni ci ha portati a scalare più di cinquanta posizioni nel ranking italiano, stiamo muovendo i primi passi per mettere in atto alcune acquisizioni mirate a portarci entro il 2022 nella top ten delle LSP in Italia, laddove attualmente (sulla base dei bilanci 2018-19, analisi di settore Plimsoll-Talat ottobre 2020) tali posizioni sono occupate rispettivamente da:

  1. STAR7 SpA, di Alessandria;
  2. Translated Srl, di Roma;
  3. I.T.C. Soc. Coop., di Roma;
  4. Arancho doc Srl, basata a Bologna, acquisita da Acolad (Francia);
  5. SDL Italia Srlu, basata a Roma, multinazionale inglese;
  6. Globe Group Srl, di Milano;
  7. Logos Italia Srl, di Modena;
  8. Aglatech14 SpA, di Milano;
  9. WeLocalize Italy Srl, basata a Milano, multinazionale USA;
  10. Transperfect Translations Srl, basata a Roma, multinazionale USA.

Altre realtà interessanti sul panorama nazionale fra le prime 40 per fatturato e che abbiamo avuto modo di conoscere direttamente o indirettamente sono LawLinguists, per via della loro specializzazione in ambito legale; Yellow Hub, per il loro modello di crescita che nei decenni li ha portati a coprire diversi settori; Eurostreet di Biella, con la loro interessante app di interpretariato medico telefonico Helpvoice; New Service Communication (NSC) di Modena, anch’essi specializzati in traduzione di brevetti; TDR di Milano, con cui abbiamo il piacere di collaborare; e ovviamente la nostra InnovaLang, che ricade ancora in questa fascia ma sta rapidamente scalando le posizioni in classifica presso le agenzie di traduzione professionale.

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LE ASSOCIAZIONI DI AGENZIE DI TRADUZIONI

Anche le agenzie di traduzioni, o LSP che dir si voglia, hanno loro associazioni di riferimento. In Italia le più rappresentative sono Federlingue e Unilingue, a livello europeo merita di essere menzionata ELIA – European Language Industry Association (di cui siamo membri da diversi anni) e la EUATC (European Union of Associations of Translation Companies); la britannica ATC (Association of Translation Companies) è pure molto attiva, seppur concentrata sull’area di interesse UK, e la statunitense ALC (Association of language Companies), mentre a livello globale GALA (Globalization and Localization Association) è certamente la più rappresentativa.

A livello documentale, di ricerca e aggiornamento circa tendenze, analisi di mercato, statistiche varie sull’industria il punto di riferimento maggiormente consolidato è Common Sense Advisory, più recente ma molto attivo è Nimdzi, mentre Slator si pone come “Outsider” più piccolo ma decisamente nteressante. Sul fronte puramente finanziario invece il già citato Plimsoll Talat si pone come leader, grazie alle sue sempre aggiornate analisi di settore.

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GLI STRUMENTI DELLE AGENZIE DI TRADUZIONI

Quali strumenti usano, traduttori e agenzie nella gestione del loro lavoro? Negli ultimi vent’anni si sono imposti i cosiddetti CAT (Computer Assisted Translation) tool, sistemi molto utili in gran parte dei settori in cui si va a tradurre in quanto aumentano la produttività potenzialmente fino al 15-20%, aiutando al contempo a ridurre alcuni tipi di errori, a esempio dimenticanze, grazie alla capacità di richiamare “memorie di traduzione” e glossari preinstallati e aggiornabili, associando segmenti di testo sorgente alla traduzione in lavorazione, suggerendo le parti riconosciute come già tradotte e interagendo con diversi plug-in e programmi funzionali a seconda dei risultati attesi, dei linguaggi in lavorazione e del livello di ottimizzazione possibile.

Ad InnovaLang noi usiamo principalmente Memsource, strumento molto duttile e “leggero”: intuitivo, affidabile e semplice ma completo, l’abbiamo adottato come risorsa principale dopo avere utilizzato per molti anni Déjà Vu, uno dei primi sistemi che per noi aveva il pregio di essere “nativo” in ambito brevettuale. Usiamo internamente anche il diffusissimo SDL Trados Studio, oltre a Wordfast: questi quattro CAT tool citati coprono da soli e di gran lunga la maggior parte del mercato. Gli altri CAT tool più diffusi sul mercato sono invece memoQ, OmegaT, Across, Smartcat e l’italiano Matecat.

Fra i software “collaterali” e più utili al lavoro del traduttore professionale, tra gli OCR citiamo Abbyy Fine Reader, dall’eccellente rapporto prezzo/qualità, molto diffuso e affidabile (lo usiamo, ad InnovaLang!), mentre sulla traduzione di manuali (manualistica) è doveroso citare InDesign e FrameMaker, entrambi di Adobe.

Sul lato “gestionali” per l’agenzia di traduzioni, citiamo due tra i più diffusi: il polacco XTRF, leader di mercato adottato da InnovaLang, e il pure valido e globalmente riconosciuto Plunet, quest’ultimo nato in Germania e usato da centinaia di agenzie di traduzione professionale.

Presso InnovaLang non usiamo machine di traduzione automatica (la c.d. “Machine Translation”); ciononostante, non possiamo fare a meno di citare l’onnipresente Google Translate, strumento potentissimo, valido e sempre più affinato, seppur lungi dal fornire una traduzione comparabile con quella fornita da un traduttore professionista. Tra i sistemi di MT più diffusi e affinati, citiamo Systran, che porta con sé esperienze di decenni di ricerca e probabilmente resta da sempre il più avanzato sul mercato, negli ultimi anni grazie anche all’implementazione progressiva di reti neurali, quindi di intelligenza artificiale.

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RICERCA E NO-PROFIT NEL MONDO DELLA TRADUZIONE

Dove nascono, e da chi vengono sviluppate queste ricerche e questi sistemi basati su linguistica computazionale, reti neurali e I.A.? Non tutti lo sanno, ma in Italia abbiamo due eccellenze mondiali in questo ambito, anche noto come Language Technology: la CELI di Torino, e la Fondazione Bruno Kessler di Trento.

Infine, “last but not least”, citiamo due iniziative estremamente meritorie sviluppatesi nel nostro settore: si tratta di piattaforme di traduzione “pro bono”, generalmente dedicate a chi ne ha bisogno e non se le può permettere a pagamento. Si tratta della Rosetta Foundation, iniziativa irlandese mirata a rendere fruibili le informazioni a chiunque nel mondo, a prescindere da classe sociale, lingua, cultura e posizione geografica; e della francese Translators Without Borders, organizzazione no-profit nata per fornire servizi di traduzione gratuiti a fini umanitari. Nel 2017, queste due organizzazioni si sono fuse insieme.

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