Ciò che più conta in un mare in tempesta è tenere la barra dritta: mantenere la rotta contrastando venti, onde e correnti avverse. Iniziamo questo nono articolo del nostro blog non a caso con una metafora nautica, dato che la vela è una passione del nostro Business Development Manager: Marco Ballauri del Conte!

Marco si è unito al nostro team nel novembre dell’anno scorso, con un tempismo perfetto per accompagnarci e aiutarci nel riassetto aziendale, nel trasloco di uffici e nelle trasformazioni di processo con cui in pochi mesi abbiamo dato forte impulso alla crescita di InnovaLang: una rapida e-voluzione, come abbiamo già avuto modo di raccontare in alcuni articoli precedenti.

Tuttavia, la sfida più importante è quella che ci vede partecipi contro la pandemia in atto, in contrasto ai suoi effetti sull’economia in generale, quindi anche sulla Language Industry e sulle nostre nicchie di mercato della traduzione.

La parola chiave in tale contrasto è “Resilienza”, e un ruolo fondamentale nella sua applicazione è giocato dal marketing, strumento chiave nel mantenere e rafforzare la propria clientela, e nell’acquisire nuove fette di business.

E il marketing è proprio uno dei campi di specializzazione di Marco, che oggi ci racconterà della sua esperienza in materia.

Prima di tutto: due parole su di te.

Marco: Sono torinese, laureato in Scienze Politiche con indirizzo Internazionale: sognavo di fare carriera diplomatica. Per passione, e fortunatamente anche per lavoro, ho trascorso molto tempo in altri Paesi. Sono una persona molto curiosa, e per questo mi sono ritrovato a studiare e conoscere cinque lingue. La componente della scoperta, del viaggio e quindi legata ad ambienti multiculturali ha fatto sempre parte del mio mondo.

In quali settori hai avuto le maggiori esperienze in marketing?

Marco: Le mie prime esperienze di marketing sono legate al mondo del turismo, poi agli anni di consulenza nei settori Formazione / Risorse Umane, ovvero principalmente self-marketing. Dopodiché, nell’ambito delle web company con FaceCV, la prima agenzia di lavoro interinale 100% online, e infine nel settore dei servizi informatici ed assistenza clienti.

Un aneddoto divertente da raccontarci?

Marco: Ho sempre avuto una curiosità innata per la scoperta ed il “viaggio”. La prima volta che sono scappato di casa avevo cinque anni: all’asilo avevo conosciuto dei bambini che abitavano al di là di una strada che mi sembrava lontanissima, un altro mondo. Prima che i miei genitori si svegliassero, mi sono vestito, sono uscito e quindi partito alla scoperta (fortunatamente abitavo in un piccolo paese). Sono rientrato la sera con carabinieri, polizia e battipanni sul sedere… Ero felice, avevo iniziato ad allargare i miei orizzonti!

Come sei finito a InnovaLang?

Marco: All’inizio del 2019 ho ricevuto un messaggio da Federico Perotto per fare due chiacchiere sul mondo delle Risorse Umane, in particolare della selezione del personale. Abbiamo iniziato un lungo confronto che è proseguito con un pranzo e da lì abbiamo iniziato a trovare molti punti in comune a livello di valori, visione e voglia di costruire. Con Federico siamo stati compagni di liceo, ma in effetti non ci eravamo più visti dagli esami di maturità, se non per qualche scambio di messaggi via LinkedIn.

Avevi già avuto a che fare con il mondo della Language Industry, prima di InnovaLang?

Marco: Avendo lavorato in oltre sedici Paesi mi sono trovato spesso a far tradurre documenti o materiale audio/video con risultati non sempre soddisfacenti. Quindi è stato più un rapporto cliente/fornitore.

Hai notato specificità del “fare marketing” nel settore Traduzioni?

Marco: In linea di massima ritengo che il marketing sia legato alla comunicazione e quindi al rapporto interpersonale, quindi è fondamentale fare sempre riferimento alle persone. Vedo molte similitudini all’interno del mondo dei servizi, in particolare con il settore dei servizi informatici. Tutti i nostri potenziali clienti hanno già un fornitore che fa il nostro lavoro quindi, per conquistare un nostro spazio, dobbiamo farci conoscere ed apprezzare per la qualità del servizio, ma spesso anche e soprattutto per la gestione della relazione in tutte le sue fasi e componenti.

Hai notato particolari punti di forza e/o punti di debolezza, nell’ambiente?

Marco: In generale penso che quello delle traduzioni sia un ambiente ricco di opportunità, essendo in forte cambiamento, perlomeno questa è la mia percezione e mi piace l’idea di essere attore di questo cambiamento. Il maggior punto di forza che noto: è un settore ricco di professionisti e competenze. Dovessi citare una debolezza, da me percepita come tale, direi che è un ambiente caratterizzato in buona parte da tecnici, cultori della lingua che talvolta dedicano troppo tempo all’estetica della lingua perdendo di vista l’obiettivo di fare business.