E tu, Kemanji? Appeaty…

Quando torniamo soddisfatti da una fiera? Quando incontriamo imprenditori appassionati ed entusiasti del loro lavoro e della loro impresa come lo siamo noi, e da questo reciproco riconoscimento nascono belle collaborazioni e sinergie vincenti. Ebbene, tutto questo è accaduto alla fiera Connext a cui abbiamo partecipato a fine 2021, e uno degli imprenditori appassionati ed entusiasti in questione è Ernesto De Marchi, fondatore di Kemanji Srl e creatore di Appeaty, un’impresa e un’idea multilingue che ci sono piaciute a prima vista, di quelle che sanno veramente di “disruptive” con valore aggiunto win-win-win per tutti gli stakeholder interessati, pianeta Terra compreso…

Ernesto, cominciamo con due parole su di te!

Molto volentieri e con grande piacere. Sono un giovane Dottore Commercialista, appassionato di innovazione digitale e di buon cibo, che per interesse personale e per necessità lavorative si trova spesso a mangiare fuori casa. Passioni ed esperienze che condivido con Roberta Tardugno, giovane Dottoressa di Ricerca in Scienze e Tecnologie dei Prodotti per la Salute. Negli ultimi anni ci siamo resi conto che il digitale non sempre porta ad effettivi miglioramenti nella vita di tutti i giorni e per questo motivo è nata l’idea di sviluppare un sistema nel settore ho.re.ca. efficiente e sostenibile per dare risposta alla domanda “Tu, che mangi?”. Così, dopo un attento studio di fonetica per far pronunciare anche all’estero in modo corretto questo tipico modo di dire in italiano, io e Roberta abbiamo costituito Kemanji s.r.l. Ad oggi Kemanji è una dinamica startup innovativa con sede in provincia di Treviso, alla ricerca di nuovi partner e collaboratori, con un occhio proiettato sia sul mercato Italiano, sia su quello degli U.S.A. dove stiamo seguendo uno specifico percorso di accelerazione a Chicago.  

A cosa serve la tua app? Quale problema risolve? 

Appeaty consente al ristoratore di fare “solo il ristoratore” tralasciando tutti quegli adempimenti che non hanno a che fare con la preparazione del cibo, di conoscere in anticipo le ordinazioni dei suoi clienti così da ottimizzare i tempi del servizio e i costi della cucina. Appeaty è unica e diversa da tutte le altre applicazioni attualmente sul mercato, non si limita infatti a digitalizzare i menù ma gestisce in automatico anche l’analisi nutrizionale dei piatti, le intolleranze, la traduzione degli ingredienti, la certificazione fiscale e l’incasso del corrispettivo senza l’utilizzo di denaro contante, senza l’utilizzo diretto delle carte di credito, senza la necessità di digitare il pin sul pinpad del Pos e senza la necessità di stampare ricevute su cui apporre la firma.

Gli sprechi alimentari e l’utilizzo di carta chimica sono così eliminati, con un magnifico ritorno green per il nostro pianeta. Il cliente può così scegliere in quale ristorante recarsi in base a quello che vuole mangiare e alla disponibilità dei posti nella fascia oraria desiderata, filtrando le scelte in base alle proprie intolleranze e stili alimentari (allergico a qualche ingrediente, vegano, vegetariano, kosher, halal…).

Appeaty consente di visionare i menù dei ristoranti sul proprio smartphone in qualsiasi momento, con QR Code quando il cliente si trova già all’interno del ristorante, con la geolocalizzazione prima che il cliente arrivi fisicamente nel ristorante. A differenza di tutte le altre piattaforme con focus sul take away o food delivery, l’obiettivo di Appeaty è quello di portare il cliente a consumare il pasto all’interno del ristorante, con il vantaggio tempistico e l’efficienza conoscitiva tipici di solito delle ordinazioni per take away o food delivery.

Con il servizio al tavolo di Appeaty il cliente visualizza il menù del ristorante selezionato, riserva il tavolo e ordina in anticipo quello che intende mangiare, si siede e senza inutili attese riceve quello che ha ordinato, ottimizzando così il tempo a sua disposizione.

Appeaty vuole permettere al consumatore di scegliere cosa ordinare non in base al prezzo ma in base alle proprie preferenze nutrizionali, in base alla qualità del servizio offerto dal ristorante e in base alle recensioni sui piatti o sul ristorante stesso. Le recensioni saranno effettive in quanto il cliente potrà recensire i singoli piatti o il ristorante solo dopo essersi realmente presentato ed aver consumato i piatti oggetto del commento.

Appeaty consente di segnalare se un piatto è per un bambino, così da far ricevere subito quanto richiesto e consente anche di richiedere il “rimpiattino” evitando così di dover effettuare a voce tale richiesta, poco utilizzata secondo il rapporto FIPE, ed è una vetrina che raggruppa all’interno di un’unica app tutti i ristoranti convenzionati, consentendo così all’utente di non avere un’applicazione specifica per ogni ristorante in cui si reca, e la sua funzione principale, a differenza di tutti gli altri applicativi non è tanto quella di gestire la raccolta delle ordinazioni, quanto di gestire in autonomia tutto il ciclo dell’incasso e della  fatturazione (anche di un solo caffè) al cliente per il servizio al tavolo all’interno del ristorante.

Il cliente potrà ordinare e pagare anche senza avere con sé il portafoglio, gli basterà avere il suo smartphone. Con il servizio al tavolo di Appeaty il cliente visualizza il menù del ristorante, riserva il tavolo e ordina in anticipo quello che intende mangiare, si siede e senza inutili attese riceve quello che ha ordinato, ottimizzando così il tempo a sua disposizione.

In aggiunta, e solo se il ristorante lo ritiene opportuno per integrare la propria offerta, Appeaty può gestire anche il take away e il food delivery. Con il servizio da asporto di Appeaty il cliente effettua l’ordine a distanza, si presenta all’orario indicato e ritira quello che ha ordinato, i suoi prodotti sono già pronti per l’asporto senza inutili attese per completare il pagamento.

Con la consegna a domicilio di Appeaty il cliente riceve nel luogo e all’orario indicato quello che ha ordinato senza dover perdere tempo per la gestione del pagamento al foodracer. Nel caso di consegna a domicilio/food delivery il ristorante si può organizzare in autonomia e con i propri mezzi per effettuare la consegna – Appeaty non gestisce alcun servizio di foodracer.

A chi consigliate di scaricarla?

Persone che per lavoro e/o per necessità consumano i pasti fuori casa e hanno bisogno di redigere una nota spese, lavoratori che vogliono utilizzare il welfare aziendale per consumare i pasti al ristorante, persone che hanno poco tempo a disposizione per consumare il pasto, amici dove ognuno vuole pagare il suo, turisti che non capiscono la lingua italiana e vogliono avere una perfetta conoscenza di quello che ordinano e pagano, aziende che intendono effettuare specifiche convenzioni per i propri dipendenti con ristoranti sul territorio.

Come si comportava il vostro target di utenti prima dell’app?

Attesa per ricevere il menu, attesa per effettuare l’ordine al cameriere, attesa per ricevere quanto ordinato, attesa per pagare in cassa, impossibilità di richiedere conti separati, molto tempo “sprecato” prima di mangiare e poco tempo al termine del pasto prima di tornare al lavoro (è molto più salutare mangiare subito e magari avere qualche minuto a disposizione alla fine del pasto per fare due passi prima di tornare in ufficio).

Lato ristoratore: dover richiedere ogni volta i dati per fare le singole fatture, correlate perdita di tempo ed efficienza. Assenza di unitarietà nella gestione delle fatture per nota spese.

Tornando sull’utente, aumento esponenziale delle app da scaricare: se devo scaricarne una per ogni singolo ristorante in cui mi reco, in breve tempo avrò il mio telefono pieno di app che magari uso una volta soltanto, mentre con Appeaty basta scaricarne una sola utilizzabile in tutti i ristoranti che propongono il servizio di Appeaty.   

Che cosa ti ha ispirato, nel momento in cui l’hai concepita?

L’idea è nata dall’esperienza di tutti i giorni, sia in ambito personale che in ambito professionale. In ambito personale mi capita spesso di sedermi a tavola, guardare il menu e scoprire che vengono proposti piatti diversi da quelli che mi ero immaginato, guardo la persona che è a tavola con me e le chiedo come a cercare ispirazione: che mangi tu?

In ambito professionale sono un commercialista, e durante i viaggi di lavoro e i congressi ho avuto modo di vedere che nelle pause pranzo spesso c’è un bar/ristorante convenzionato che non è abituato a ricevere molte persone contemporaneamente e non riesce a garantire a tutti le stesse pietanze (magari nel menu c’è la tagliata di tonno che tutti vogliono ma non basta per tutti e si è obbligati a prendere un tramezzino, meno gradito…).

Spesso mi è capitato di notare che nella pausa caffe di metà mattina chi frequenta un convegno vede quali sono le pietanze del giorno proposte dal ristoratore e le prenota, così da essere sicuro di trovarle a pranzo. Chi invece non le prenota, si siede a tavola, pensa di trovare quanto desiderato ma il barista/ristoratore risponde che il piatto desiderato non è più disponibile, e deve ordinare a suo malgrado un piatto poco desiderato.

Nella vita lavorativa di tutti i giorni il tempo a disposizione per la pausa pranzo è limitato e spesso mi capita di sedermi al tavolo, aspettare minuti prima che il cameriere porti il menu, aspettare ancora prima che passi a prendere l’ordine, e aspettare il tempo necessario affinché quanto richiesto venga preparato.

Dopo essere stato per un’intera mattina seduto in ufficio, il fatto di stare un’altra mezz’ora seduto ad aspettare prima di mangiare l’ho sempre trovato una enorme perdita di tempo. Avrei voluto finire prima ed avere più tempo per fare una passeggiata al termine del pasto, ma il tempo per farla non è mai stato disponibile.

Al di fuori dell’esperienza ristorativa provata nelle pause di lavoro ho sovente letto di scandali sui giornali con vittime turisti, e altrettanto spesso ho assistito a scene con gli stessi turisti che non capivano i menu e il cameriere che non conosceva altre lingue in aggiunta al dialetto non sapeva spiegare i piatti. Inaccettabile.

C’è frequente incertezza di quanto si andrà a spendere soprattutto dove non ci sono i menu con i prezzi stampati, caso dei turisti stranieri che effettuano l’ordine al tavolo e scoprono solo alla cassa l’esorbitante costo di quanto ordinato. Ho sempre ritenuto fondamentale sapere esattamente quanto sarà il costo finale del pasto, includendo coperto, servizio, costo dei vari piatti ordinati così da non avere la minima sorpresa.

Inoltre, per la grandissima tradizione culinaria italiana, uno stesso piatto può essere preparato in molti modi diversi e mi sono sempre chiesto: come mi arriverà il piatto? In questa circostanza non parliamo di intolleranze, ma di gusti. Pasta con le vongole, arriverà in bianco o con i pomodori? Ci sarà o meno il formaggio grana grattugiato sopra? Ci sarà anche la cipolla?

Quesiti a cui non sono mai riuscito a trovare risposta prima dell’arrivo del piatto. Ci sono poi altre domande che mi sono sempre posto e alle quali non ho mai avuto risposta: quante calorie e quanti grassi o altre sostanze introduco con i piatti e le bevande scelte? Quale tipologia di ingredienti viene utilizzata? La pasta utilizzata è di Gragnano? È cinese? Da dove arrivano i pomodori utilizzati? Sono prodotti IGP? Sono prodotti del territorio?

Ho notato infine che nell’ultimo periodo tutta l’attenzione del marketing e della ristorazione è basata sul take away e sulla food delivery. Ritengo che uscire dall’ufficio un’ora per la pausa pranzo sia salutare e doveroso per cui non condivido il concetto di food delivery in ufficio, ma al tempo stesso capisco che a causa delle inefficienze della ristorazione in loco spesso molto tempo viene sprecato.

Se tali inefficienze venissero rimosse non capisco perché dovrei mangiare cibo take away in ufficio davanti alla predisposizione di una dichiarazione dei redditi anziché uscire. Infine, vista l’emergenza Covid 19 sono state implementate delle funzioni che permettono di gestire meglio gli accessi al locale e i pagamenti. Per dare risposta a tutte queste situazioni è nata l’idea imprenditoriale di Appeaty.

Qual è l’elemento di innovazione digitale più importante, in Appeaty?

Realizzare un’unica applicazione in grado di gestire tutto quello che accade dalla selezione del ristorante all’invio della fatturazione, rendendo automatici tutti i passaggi intermedi.

A che punto siete, nello sviluppo? E i prossimi passi?

Tutto il gestionale in cloud è attivo e funzionante, Appeaty può essere scaricata dai Playstore e Appstore, le traduzioni fornite automaticamente per ora sono in italiano e in inglese, a breve arriveranno anche l’arabo, il tedesco e lo spagnolo. Ci stiamo lavorando da febbraio 2019, prima dell’emergenza Covid. Quello che stiamo facendo ora è farci conoscere fra i ristoranti con azioni di marketing digitale e visita porta a porta.

Per saperne di più: https://www.appeaty.it/it

Il profilo LinkedIn di Ernesto è qui.