Buongiorno Ibra, oggi parleremo di traduzione in ambito web ed in particolare nel mondo WordPressWooCommerce, ma prima di tutto vorremmo sapere qualche cosa di te. Chi è Ibra Karakulak?

Nasco da una miscela di diverse culture che si sono incontrate nella mia famiglia. Sono un cittadino turco, di papà olandese caraibico e mamma di origine turco-israeliana. Sono grato al fato per questo particolare incontro di culture e lingue che si mescolano in un melting-pot abbastanza raro. Senza ombra di dubbio ciò ha arricchito la mia conoscenza del mondo, delle lingue e delle diverse culture anche grazie al mio desiderio infinito di studiare e imparare sempre di più scoprendo il (mio) mondo. Mi sono laureato in Pedagogia e nell’Insegnamento delle lingue straniere, ed ora sono qui ad InnovaLang a dare il mio contributo.

Prima di arrivare in InnovaLang avevi avuto altre esperienze collegate al mondo delle LSP?

Essendo cresciuto in una famiglia plurilingue, sono sempre stato affascinato dalle lingue straniere e dalla loro evoluzione e reciproca contaminazione lungo i secoli, tanto da studiare le lingue e il loro insegnamento. Questo è stato il fattore principale in tutte le mie scelte lavorative. Prima di entrare nella famiglia InnovaLang, ho lavorato in una delle aziende leader del settore intelligenza artificiale. Il mio ruolo consisteva nel perfezionare la pronuncia delle indicazioni di navigazione di Siri. Questa esperienza mi ha aperto un mondo completamente nuovo e anche segreto in quanto un utente base-medio non sa e non è interessato a sapere come ragiona un’intelligenza artificiale, cosa tratta il voice-modelling, e cosa o quali innumerevoli processi stiano dietro un’intelligenza artificiale multilingua. Oltre ad essermi divertito molto, ho anche imparato a usare molti software utilizzati in questo settore.

La vita poi mi ha portato in una nuova avventura: l’informatica generale! Ho cominciato a lavorare in un helpdesk informatico in lingua dove ho avuto diverse opportunità; ho cominciato come agente helpdesk, sono stato promosso al ruolo di Subject Matter Expert e poi Knowledge Manager finché non sono diventato Il Service Delivery Manager del principale cliente multilingua (il 50% del fatturato di un’azienda di 300 dipendenti). Responsabilità e onore molto grandi, e credo di aver fatto un buon lavoro portando miglioramenti al servizio in tutte le lingue e aree geografiche di cui ero responsabile: Canada, l’intero Sudamerica, Nord Africa, mezza Europa e una parte del Medioriente.

Di che cosa ti occupi in InnovaLang?

InnovaLang è ormai la mia seconda casa, e appunto, come ci occupiamo un po’ di tutto in famiglia, anche in InnovaLang mi occupo di una serie di cose. Parlando in termini professionali, sono un Project Manager e gestisco i flussi di progetto, dal momento in cui arriva un nuovo ordine alla sua consegna. Ciò richiede una profonda conoscenza e un’accurata selezione dei professionisti con i quali collaboriamo, in quanto ogni progetto ha caratteristiche specifiche che lo rendono unico. Non basta soltanto conoscere i professionisti di una determinata combinazione linguistica, ma anche le loro forze e debolezze, e gli ambiti specifici in cui forniscono il servizio. A volte bisogna scendere talmente tanto nei particolari che, per esempio, devo trovare un collaboratore che traduca da inglese in italiano, in ambito brevettuale, e specializzato esclusivamente in tessuti utilizzati nel settore sanitario. Insomma, massima attenzione e conoscenza sono il segreto.

Gestisco inoltre, con l’aiuto del Management, due progetti chiave per la crescita di InnovaLang: Integrazione dei nostri sistemi con WPML e Prestashop. InnovaLang è una realtà che ama le sfide, non si fa scoraggiare dalle novità, e sono arrivato proprio durante il parto di queste nuove idee che mi hanno ispirato molto sin dall’inizio e di cui mi è stata affidata la gestione. Mi confronto quindi continuamente con gli sviluppatori e gli stakeholder coinvolti per sviluppare cosa è da sviluppare, e integrare ciò che necessita di integrazione per far sì che InnovaLang sia un protagonista non solo negli ambiti in cui è già competitivo, ma anche nell’ambito web dove gli sviluppatori utilizzano per lo più i sistemi WPML per i siti di base WordPress e PrestaShop per e-commerce.

Come vedi il futuro della traduzione nel mondo del web?

Vedo tante opportunità. Stiamo parlando di un concetto molto ampio: il web! È un oceano talmente vasto che ha qualcosa da offrire persino al cittadino meno tecnofilo. Essendo una piattaforma che dà a chiunque la possibilità di essere visibile o raggiungibile, di esporsi o addirittura di esistere – se si parla di realtà che non sono in possesso di uno spazio fisico dove vendere i loro prodotti, fisici o non – bisogna pensare molto bene a come presentarsi sul web. La presentazione non è tutto, è vero, però dare una prima impressione positiva è fondamentale. Se vogliamo fare un’analogia con l’essere umano, in un contesto internazionale… Chi ha la possibilità di presentarsi meglio o avere più audience? Chi parla solo la propria lingua o chi ne parla altre tre oltre la propria?

Il mondo è sempre più piccolo, le mete sono sempre più vicine; più vediamo, più siamo curiosi. Prendiamo l’esempio dei ristoranti giapponesi. Ve ne ricordate così tanti 20 anni fa? Non credo. Invece ora abbiamo dei veri appassionati della cultura e oggettistica giapponese. Quindi abbiamo anche centinaia di siti web che parlano della cultura giapponese o vendono oggetti che arrivano dal Giappone.

Rispetto alla globalizzazione, non possiamo non parlare anche dello spostamento delle popolazioni. Prendiamo l’esempio di Amsterdam o Ginevra. Sono città abbastanza piccole con una concentrazione di diversità culturale e linguistica incredibili. Pensiamo a un sito web scritto solo in olandese o in francese; raggiunge ovviamente chi parla queste lingue, ma ne restano esclusi milioni di altre persone – o gli expat negli esempi specifici – che abitano nello stesso posto ma senza la conoscenza della lingua in questione. Questi ultimi cercheranno un altro sito, scritto nella lingua che conoscono, e che offra loro lo stesso servizio o prodotto. Non possiamo semplicemente dire che non importa se chi non conosce la lingua del nostro sito non diventa un nostro potenziale cliente, per il semplice fatto che se siamo sul web, vogliamo essere visibili e competitivi.

In che cosa consiste la partnership di InnovaLang con WPML e perché avete scelto proprio WPML?

WPML è una piattaforma dai molti aspetti interessanti: facilita la gestione di un sito WordPress tramite vari plugin unendoli in un unico posto; rende la manutenzione dei siti incredibilmente facile offrendo agli sviluppatori la possibilità di gestire tutto con pochi e semplici passaggi; rende la traduzione del sito, che senza WPML è un grosso lavoro, un’operazione quasi banale.

La decisione che sta dietro la scelta di WPML si basa su numeri e logica: abbiamo fatto molte indagini per capire le preferenze degli sviluppatori e ci siamo messi nei loro panni, osservando che è una delle piattaforme più utilizzate. La traduzione in sé non è un lavoro facile in quanto richiede la conoscenza non solo della lingua ma anche della cultura, e la traduzione di un sito è ancora più complicata appunto per come sono realizzati i siti web. Da utilizzatori web apriamo un sito e ne vediamo il risultato finale, ma ciò che vediamo è solo la punta dell’iceberg. Dietro quella visualizzazione ci sono pagine e pagine di codici funzionali al sito, e questi codici non sono visibili, così come non lo sono i componenti SEO, che sono sì lì ma semplicemente nascosti ai nostri occhi. Il fatto di non vederli non implica che non necessitino di traduzione: anzi, senza la traduzione di questi componenti nascosti, la traduzione dei soli contenuti visibili del web non ci portano alla visibilità che desideriamo avere. Per l’appunto, WPML semplifica l’estrazione di tutti gli elementi e componenti utili delle pagine che uno sviluppatore vuole tradurre, e li estrae in un unico file zip in pochi secondi senza dover affrontare ore di estrazioni manuali.

Hai qualche episodio simpatico da raccontarci collegato alla traduzione di un sito web?

Premetto che la traduzione deve essere svolta da professionisti, e nello stesso tempo, ammetto di aver fatto delle traduzioni nel passato soltanto perché conoscevo le lingue. Una grossa realtà italiana nel settore metalmeccanico che produce metalli industriali mi ha fatto tradurre il suo sito web soltanto perché ero madrelingua. Non avevo nessuna esperienza da traduttore, non conoscevo nessun materiale industriale né la relativa terminologia, però mi hanno assunto per sei mesi per farmelo tradurre. Perché? Probabilmente per risparmiare. È una cosa che approvo? Assolutamente no. Però dopo tanti anni guardo indietro e semplicemente sorrido. Se vogliamo mettere a posto i denti andiamo dal dentista e non da chi gestisce il bar all’ospedale. Facciamo bene le nostre scelte e lasciamo la traduzione ai professionisti che dedicano anni allo studio e alla pratica del mestiere.

Concludo il mio intervento con un aneddoto che non mi dimenticherò mai. Stavo facendo il giro del sudest asiatico e sono entrato in un sito web locale per comprare un biglietto aereo per la prossima tappa. Ho notato la bandiera italiana e ci ho cliccato per curiosità. Il titolo della pagina era: VI TAGLIEREMO LE GAMBE! La versione in inglese non riportava nulla di simile, e ancora oggi continuo a chiedermi cosa intendessero.

Grazie mille, Ibra!

Profilo LinkedIn di Ibra Karakulak qui.

A cura di InnovaLang, agenzia di traduzioni Torino. Mettici alla prova, chiedici un preventivo!