La traduzione brevettuale dal francese all’italiano

Agenzia Formativa tuttoEUROPA – a.f. 2017-2018
Corso di traduzione specializzata – Indirizzo tecnico-scientifico
Autrice: Stefania MARTINI

Stefania Martini - La traduzione brevettuale dal francese all’italiano

Introduzione

Il presente elaborato intende offrire una breve panoramica della traduzione brevettuale dal francese all’italiano. Queste osservazioni sono derivate dallo studio di un manuale di traduzione brevettuale (Perotto 2014) e da un corpus di tre brevetti, due di ambito meccanico e uno di ambito medico.

La scelta di questo argomento è stata motivata dal fatto che la traduzione brevettuale presenta un campo di lavoro particolarmente stimolante per il traduttore, poiché si colloca tra l’ambito tecnico-scientifico e quello legale. È necessaria, quindi, un’estrema attenzione e precisione nella scelta dei traducenti, come nella formulazione di ogni frase, e un’assoluta fedeltà al testo di partenza.

Inoltre, i brevetti propongono delle soluzioni tecniche innovative, che devono soddisfare dei requisiti precisi: le innovazioni devono essere nuove, originali, applicabili a livello industriale e avere un oggetto identificabile. Di conseguenza, la letteratura brevettuale è sempre all’avanguardia della tecnica e costituisce una sfida costante per il traduttore.

Per quanto riguarda la struttura di questo elaborato, è stato scelto di presentare innanzitutto in termini generali che cos’è un brevetto, insieme alle sue diverse declinazioni. In seguito, sono brevemente descritte le caratteristiche del linguaggio brevettuale in quanto linguaggio settoriale, per poi passare alle specificità della traduzione brevettuale dal francese all’italiano.

A conclusione dell’elaborato vengono proposti due esempi di glossari, il primo dei quali è dedicato alle formule che si possono trovare tipicamente in un testo brevettuale, mentre il secondo è specifico di un particolare settore della meccanica, l’orologeria.

Gli esempi utilizzati nel corso dell’elaborato sono, quando possibile, tratti dai tre brevetti del corpus. Le traduzioni in italiano sono di proprietà di InnovaLang Srl, che ringrazio per avermi concesso di utilizzarle.

I brevetti

Che cos’è un brevetto

Secondo la definizione del Dizionario Zingarelli, un brevetto è un “attestato amministrativo della paternità di un’invenzione e del diritto esclusivo di godere, per un periodo di tempo determinato, degli utili economici che ne derivino”. Si tratta quindi di un documento con valore legale che attesta il diritto di produrre e vendere un prodotto o di attuare un procedimento in esclusiva.

La protezione della proprietà intellettuale, nata con lo scopo di promuovere il progresso e lo sviluppo tecnico, cerca di raggiungere questo obiettivo con due mezzi. Il primo è il premio concesso a chi investe in innovazione, dato dal vantaggio competitivo di poter sfruttare il brevetto in modo esclusivo, e il secondo è l’estremo livello di dettaglio richiesto nella descrizione tecnica, che dovrebbe permettere agli esperti del settore di acquisire tutte le informazioni necessarie.

Esistono due tipi di brevetti: il brevetto per invenzione e il brevetto per modello di utilità. Il primo è una forma di protezione maggiore, concessa alle invenzioni che rappresentano una soluzione nuova ed originale ad un problema tecnico che non è mai stato risolto in precedenza. La durata della protezione è di venti anni. Al contrario, il modello di utilità ha una durata di dieci anni e riguarda soprattutto le modifiche di oggetti esistenti, con originalità più modesta.

I brevetti in Italia, in Europa e nel mondo

L’Italia, come buona parte degli stati nel mondo, ha un sistema nazionale di brevetti. Per fare domanda di brevetto è necessario rivolgersi all’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi, che è alle dipendenze del Ministero dello sviluppo economico. Questo ufficio si occupa di esaminare la domanda, per poi decidere se concedere o meno il brevetto. La domanda di brevetto, dopo essere stata depositata, resta segreta per 18 mesi, tranne nei casi in cui venga richiesta l’anticipata accessibilità al pubblico.

Per ottenere un brevetto internazionale valido in 179 paesi, invece, è necessario seguire la procedura del Trattato di Cooperazione in materia di Brevetti, in base al quale è possibile presentare un’unica domanda presso la World Intellectual Property Organization, con sede a Ginevra. La domanda viene prima accettata da questo ufficio e poi esaminata in ogni singolo stato.

Gli inventori possono anche decidere di ottenere un brevetto valido in più stati europei; più precisamente, si tratta di un fascio di brevetti nazionali. La domanda deve essere redatta in una delle tre lingue di lavoro dell’European Patent Office (EPO), vale a dire inglese, francese o tedesco, ed essere depositata come autonoma domanda di brevetto o inserita all’interno di una domanda di brevetto internazionale.

Nel 2003 è stato raggiunto un accordo su un nuovo sistema di brevetti al fine di ridurre i costi di traduzione: con un’unica richiesta, presentata nella lingua nazionale e tradotta in una delle lingue dell’Unione Europea, sarà possibile ottenere un brevetto valido in tutta l’Unione. Solo le rivendicazioni dovranno essere tradotte nelle varie lingue nazionali. Ad oggi, però, la proposta del brevetto comunitario non è ancora stata messa in pratica.

Il linguaggio brevettuale

Il linguaggio brevettuale come linguaggio settoriale

Un linguaggio settoriale è la modalità di espressione tipica di un ambito specialistico, in particolare di natura tecnica o scientifica. Consiste in una varietà diafasica della lingua che non è utilizzata da tutti i parlanti, ma solo da un gruppo ristretto, e ha lo scopo di soddisfare le necessità comunicative di un determinato settore. Come osserva Serianni (2003: 80), la caratteristica principale del linguaggio settoriale è la sua referenzialità: “nel linguaggio settoriale agisce la denotazione di una parola, non la connotazione, con la sua carica di risonanze emotive”.

Anche se l’elemento che spicca maggiormente quando si legge un testo specialistico è il lessico, un linguaggio settoriale non si caratterizza solo per questo aspetto, ma anche per le soluzioni morfologiche e sintattiche. Il lessico caratteristico è rappresentato dai tecnicismi specifici, vale a dire da termini tipici di un particolare settore. Per esempio, il brevetto EP 2938902 parla di “flessografia”, termine di uso non comune che indica un sistema di stampa particolare. In più, in molti casi i linguaggi settoriali fanno uso del meccanismo della rideterminazione, assegnando un significato specifico a parole di uso comune. Un esempio di questo procedimento è l’utilizzo di “corona”, che indica la parte dell’orologio che permette di regolare l’ora, nel brevetto EP 2827202.

Un altro tipo di tecnicismi sono i tecnicismi collaterali, termini il cui uso è motivato dalla volontà di adoperare un registro elevato e distinto da quello comune, come nell’esempio seguente.

Vantaggiosamente, detto metodo consiste nell’effettuare una localizzazione delle coordinate di almeno un punto centrale, detto punto centrale essendo situato in corrispondenza dell’intersezione di detti assi (EP 2601607).

Per quanto riguarda la morfologia, il linguaggio settoriale è particolarmente ricco di affissi, che siano prefissi (in-idoneo), suffissi (nomad-ismo) o confissi (parassitologia). Il settore chimico, in particolare, ha un sistema di affissi molto elaborato.

[…] di polietilene (PE), di polietilene tereftalato (PET), di polipropilene biorientato (BOPP) (EP 2938902).

Dal punto di vista sintattico e testuale, i linguaggi settoriali presentano tre caratteristiche principali.
Prima di tutto, si osserva una forte preponderanza dei sostantivi rispetto ai verbi; infatti, i termini più ricchi di informazioni sono i nomi. I verbi si limitano a collegare le serie nominali e spesso hanno un valore semantico basso, indicando, per esempio, una possibilità.

L’orologio comprende ancora un bottone-pulsante disposto in una posizione diversa sulla circonferenza della cassa di orologio rispetto alla corona principale e il quale permette di innestare e di disinnestare l’impegno di detto gioco di lancette mediante il movimento dell’orologio (EP 2827202).

Inoltre, l’agente dell’azione è tendenzialmente omesso. Su questa caratteristica influisce anche l’utilizzo preponderante della diatesi passiva rispetto a quella attiva.

Infatti, il nastro trasportatore è fornito allo stato sviluppato, vale a dire con i bordi di giunzione liberi, poiché non ancora assemblati (EP 2938902).

Infine, la sequenza informativa preferita consiste nel presentare prima l’informazione nota e poi l’informazione nuova (tema-rema).

Specificità del linguaggio brevettuale

Se ci concentriamo più nello specifico sul linguaggio dei brevetti, possiamo individuare il motivo alla base della sua specificità nella sua doppia natura tecnico-scientifica e legale. Si tratta, infatti, di un testo estremamente tecnico poiché è destinato a un pubblico di specialisti, gli “esperti nella tecnica”, che conoscono molto bene il settore e sono in grado di apprezzare il livello di dettaglio presente dei brevetti.

Come riassume Perotto (2014: 42-46), questi sono i caratteri del linguaggio tecnico- scientifico di maggior rilevanza nella traduzione brevettuale:

  • vocabolario astratto, con tendenza alla monosemia;
  • ridondanza: non è possibile utilizzare sinonimi;
  • carattere nomenclatorio: uso preferenziale di verbi generici;
  • stile nominale, a scapito delle forme verbali flesse;
  • uso prevalente del presente indicativo rispetto ad altri tempi e modi verbali;
  • denominazioni eponime;
  • notevole produttività degli affissi;
  • riprese lessicali con parafrasi;
  • connettivi testuali standardizzati, come vale a dire, pertanto;
  • strutture sintattiche particolarmente sintetiche;
  • prevalenza della diatesi passiva;
  • formule impersonalizzanti, come a quanto sembra, risulta possibile affermare che;
  • mancanza di emotività;
  • precisione: ogni termine si riferisce a un concetto in modo immediato;
  • trasparenza: ogni termine deve poter essere decodificato rapidamente;
  • sintesi.

D’altra parte, un brevetto è un documento con valore legale, e nel campo giuridico “la lingua non è solamente uno strumento per esporre, argomentare, narrare descrivere; è un elemento costitutivo del diritto” (Cortelazzo 2010). Le parole hanno una valenza giuridica. Per questo motivo, quando il traduttore brevettuale si trova a effettuare una scelta tra due traducenti entrambi esatti, “opterà per quello che indica il maggior numero di significati pertinenti, in modo da rendere maggiormente efficace la traduzione e non rischiare di circoscrivere lo spettro di copertura del brevetto” (Perotto 2014: 50).

Dall’influsso del linguaggio legale e burocratico discendono queste caratteristiche del linguaggio brevettuale:

  • tecnicismi: previo, espletare, implementare;
  • connettivi e deittici aulici: pertanto, nonché;
  • nominalità: ai fini della concessione;
  • collocazioni di sintagmi verbali, preposizionali e nominali: dare comunicazione, per il tramite di;
  • sintassi impersonale: l’esperto nella tecnica;
  • alta ricorrenza del participio presente e del gerundio: comprendente;
  • uso del futuro con valore deontico: sigla che sarà sempre riportata.

A livello testuale, la struttura di un brevetto è estremamente codificata. Il testo, introdotto da un titolo, è costituito da una descrizione, che spiega dettagliatamente l’invenzione e il suo funzionamento, e da una o più rivendicazioni. Alla fine della descrizione, subito prima delle rivendicazioni, è presente un passaggio in cui l’autore del brevetto si cautela specificando che l’oggetto dell’invenzione è descritto, ma non limitato dalla descrizione, e che sono solo le descrizioni a circoscrivere l’ambito di protezione del brevetto.

Ovviamente, l’invenzione non è limitata agli esempi illustrati e precedentemente descritti i quali possono presentare varianti e modifiche senza per questo discostarsi dall’ambito dell’invenzione (EP 2601607).

Le rivendicazioni indicano l’ambito di protezione e sono formulate “a cascata”: da una rivendicazione principale, o indipendente, dipendono quelle successive, che specificano le diverse caratteristiche che l’oggetto può avere. Oltre alla descrizione e alle rivendicazioni, un brevetto può comprendere dei disegni che illustrano l’invenzione e un riassunto (abstract) che fornisce indicazioni di massima sul contenuto del brevetto.

La traduzione brevettuale

Presentazione del corpus

I brevetti analizzati per la stesura di questo elaborato sono stati tre, tutti originariamente scritti in francese.

Il brevetto EP 2601607, di ambito medico, è intitolato Procédé d’acquisition automatisé et assisté de surfaces anatomiques (“Metodo di acquisizione automatizzata e assistita di superfici anatomiche”) ed ha una lunghezza in italiano di quattromilacinquecento parole. Propone un metodo di acquisizione di immagini (il procedimento comunemente noto come imaging) che combina la scansione di un braccio robotizzato e una scansione manuale.

Il brevetto EP 2827202 dal titolo Dispositif de commande pour pièce d’horlogerie (“Dispositivo di comando per pezzo di orologeria”) è il più lungo del corpus, con quasi ottomila parole nella traduzione in italiano. Si tratta di un brevetto di ambito meccanico, che propone una soluzione innovativa per il funzionamento degli orologi di alta gamma: un orologio dotato di due corone innestate su uno stesso asse. Lo scopo è avere una corona secondaria che controlli delle funzioni supplementari, senza doverla aggiungere di fianco alla corona principale, con un risultato meno gradevole esteticamente.

Il brevetto EP 2938902, intitolato Bande de transport d’éléments en plaque et machine de transformation comprenant une telle bande (“Nastro trasportatore per trasportare elementi lastriformi e macchina di lavorazione comprendente un tale nastro”), è lungo circa quattromila parole nella versione tradotta in italiano. È relativo all’ambito meccanico, più precisamente a macchinari per la stampa su cartone o su altri materiali, e propone un nastro che riduce i tempi di sostituzione rispetto ai nastri utilizzati comunemente.

Osservazioni linguistiche

A causa della natura tecnico-scientifica e giuridica del testo brevettuale, la traduzione di questi testi deve essere assolutamente fedele al testo di partenza, riproducendone anche sintassi e punteggiatura. Di conseguenza, si tratta di una traduzione estremamente source oriented, che consente al traduttore un margine di libertà minimo (per non dire inesistente). La difficoltà principale consiste nel trovare il traducente esatto per ogni termine del testo originale, che può essere solo e soltanto uno, con una corrispondenza biunivoca.

L’esempio seguente, tratto dal brevetto EP 2827202, illustra l’importanza di una scelta lessicale accurata, oltre a permettere di osservare la densità lessicale dei testi brevettuali.

La première section 2.3.1 du tube mobile 2.3, disposant du diamètre extérieur le plus petit parmi lesdites quatre sections, porte sur son extrémité orientée vers l’intérieur de la boîte de montre un pignon 2.7 susceptible d’entrainer en rotation un composant horloger afin de commander une fonction du mouvement et/ou d’un autre élément de la pièce d’horlogerie dans laquelle le dispositif de commande est destiné à être intégré.

La prima sezione 2.3.1 del tubo mobile 2.3, che dispone del diametro esterno più piccolo tra le dette quattro sezioni, presenta sulla sua estremità orientata verso l’interno della cassa di orologio un pignone 2.7 che può guidare in rotazione un componente dell’orologio al fine di comandare una funzione del movimento e/o di un altro elemento del pezzo di orologeria nel quale il dispositivo di comando è destinato a essere integrato.

Una volta scelti i traducenti, il processo traduttivo diventa piuttosto rapido, se il testo di partenza non presenta ambiguità sintattiche particolari. Infatti, i brevetti sono molto ripetitivi sia da un punto di vista lessicale, sia da un punto di vista morfosintattico, come si può osservare nei due paragrafi che costituiscono l’inizio del brevetto EP 2938902.

La présente invention concerne une bande de transport adaptée pour transporter des éléments en plaque dans une machine de transformation de ces éléments en plaque. L’invention concerne une machine de transformation telle qu’une machine d’impression, de pliage et de collage comprenant au moins une telle bande de transport.

La présente invention s’applique au domaine de la transformation de cartons en plaque, c’est-à-dire des feuilles de carton, pour former des boîtes d’emballage ou de caisses. Des éléments en plaque sous la forme de feuilles de carton sont introduits successivement dans la machine de transformation, avancent en continu dans la direction d’entraînement. Ils sont automatiquement imprimés par flexographie, découpés et refoulés, pliés et assemblés par collage, de façon à former les caisses.

La presente invenzione riguarda un nastro trasportatore atto a trasportare elementi lastriformi in una macchina di lavorazione di questi elementi lastriformi. L’invenzione riguarda una macchina di lavorazione quale una macchina di stampa, di piegatura e di incollaggio comprendente almeno un tale nastro trasportatore.

La presente invenzione si applica al campo della lavorazione di cartoni lastriformi, vale a dire di fogli di cartone, per formare scatole di imballaggio o casse. Elementi lastriformi sotto forma di fogli di cartone vengono introdotti consecutivamente nella macchina di lavorazione, avanzano di continuo nella direzione di azionamento. Sono stampati automaticamente mediante flessografia, ritagliati e compressi, piegati e assemblati mediante incollaggio, in modo tale da formare le casse.

Particolare attenzione richiede la traduzione dei determinanti. Poiché i linguaggi specialistici sono molto sintetici, spesso gli articoli e le preposizioni vengono omessi. Inoltre, ci può essere anche una differenza a livello legale nella traduzione tra “un nastro” e “il nastro”.

Una caratteristica dei brevetti in italiano e in francese è l’assenza degli articoli che introducono il soggetto delle rivendicazioni; al contrario, l’inglese richiede l’articolo.

Dispositif de commande pour pièce d’horlogerie, le dispositif comportant une couronne principale (1) susceptible d’être actionnée en rotation et en traction […] (EP 2827202).

Dispositivo di comando per pezzo di orologeria, il dispositivo comprendendo una corona principale (1) che può essere azionata in rotazione e in trazione […].

A control device for a timepiece, the device comprising a primary crown (1) adapted to be rotated and pulled […].

D’altra parte, l’utilizzo dei determinanti in francese e in italiano non coincide perfettamente, dal momento che il francese può richiederli in casi in cui non sono necessari in italiano. A dimostrazione di ciò, il francese può avere bisogno di un articolo partitivo davanti a un sintagma nominale, non obbligatorio in italiano.

Le corps de bande présente des bords longitudinaux, des bords de jonction, et une face de support, conformée pour supporter les éléments (EP 2938902).

Il corpo di nastro presenta bordi longitudinali, bordi di giunzione, e una superficie di supporto, conformata per sostenere gli elementi.

Pour ce faire, de tels systèmes permettent, en phase per opératoire, l’acquisition des surfaces anatomiques visées par l’opération […] (EP 2601607).

Per fare ciò, tali sistemi consentono, in fase intraoperatoria, l’acquisizione delle superfici anatomiche previste dall’operazione […].

Come osservato in precedenza, i tempi verbali sono ridotti al minimo. In francese viene talvolta utilizzato il futur proche, un futuro formato da aller (“andare”) seguito dall’infinito, che è tradotto in italiano da un presente semplice.

La présente invention sera bien comprise et ses avantages ressortiront aussi à la lumière de la description qui va suivre […] (EP 2938902).

La presente descrizione sarà compresa e inoltre i suoi vantaggi emergeranno alla luce della descrizione che segue […].

In generale, si potrebbe dire che il traduttore brevettuale dal francese all’italiano abbia un compito più semplice rispetto al traduttore brevettuale dall’inglese. Infatti, una delle caratteristiche dei brevetti in inglese di più difficile interpretazione sono le lunghe sequenze di sostantivi ed aggettivi, in cui l’elemento determinato e quello determinante non sono immediatamente riconoscibili. Il francese o l’italiano, grazie all’accordo tra aggettivo e sostantivo, hanno un grado inferiore di ambiguità.

Gli strumenti del traduttore

Un buon traduttore ha buoni strumenti e sa usarli nel modo migliore, tanto più nella traduzione brevettuale, dove viene data un’importanza fondamentale all’individuazione del traducente esatto per ogni termine e dove l’ambito è tendenzialmente molto tecnico. Non è possibile conoscere tutti i termini utilizzati in un testo in lingua straniera, quindi l’utilizzo dei dizionari e di altri strumenti diventa indispensabile.

Il punto di partenza dovrebbero essere i dizionari monolingui, in modo da conoscere il significato di una parola prima di cercarne il traducente. Il tempo concesso dal mercato della traduzione, però, spesso impone di saltare questo passaggio e di utilizzare direttamente i dizionari bilingui. Ai fini della traduzione brevettuale sono fondamentali soprattutto i dizionari tecnici, che siano specifici di un determinato campo, come i dizionari di medicina, o più generici. Questi ultimi presentano i possibili traducenti di una parola, indicando il settore in cui essa è utilizzata: si evitano così spiacevoli errori, come il possibile utilizzo scorretto di un termine nautico in campo agricolo.

Si tratta di una questione tanto più problematica quando si ha a che fare con settori di sviluppo relativamente recente, come l’informatica e le telecomunicazioni, dove il termine in inglese è talvolta più diffuso e affermato del traducente italiano, e si deve quindi effettuare un lavoro di ricerca più approfondito. Fortunatamente, Internet ci consente l’accesso a una quantità di informazioni impensabile fino a qualche anno fa. Tuttavia, sono informazioni che non sempre sono state selezionate e vagliate in precedenza da un esperto, per cui bisogna procedere con estrema attenzione, valutando di volta in volta l’attendibilità delle fonti.

Conclusioni

L’obiettivo di questo elaborato era offrire alcuni spunti per lo studio e il lavoro di traduzione dei brevetti dal francese all’italiano. La traduzione brevettuale può costituire una sfida stimolante per il traduttore, a causa delle sue caratteristiche particolari; infatti, le specificità del linguaggio tecnico-scientifico, combinate con quelle del linguaggio giuridico, la rendono un tipo di traduzione indubbiamente interessante. Per di più, il settore dei brevetti è sempre all’avanguardia, dato che la natura stessa della letteratura brevettuale è quella di occuparsi di prodotti e metodi che non sono ancora presenti sul mercato. Di conseguenza, permette al traduttore di essere sempre aggiornato sulle innovazioni della tecnica e di mantenere sempre attiva la curiosità intellettuale, nel costante lavoro di ricerca che è alla base della pratica traduttiva.

Bibliografia

Cortelazzo, M. A (2010), «Linguaggio giuridico-amministrativo», in Enciclopedia dell’italiano, Treccani, http://www.treccani.it/enciclopedia/linguaggio-giuridico-amministrativo_(Enciclopedia-dell’Italiano)/, consultato il 07/07/2018.
Perotto, F. (2014), La traduzione brevettuale, Aracne, Roma.
Rovere, G. (2010), «Linguaggi settoriali», in Enciclopedia dell’italiano, Treccani, http://www.treccani.it/enciclopedia/linguaggi-settoriali_(Enciclopedia-dell’Italiano)/, consultato il 07/07/2018.
Serianni, L. (2003), Italiani scritti, Il Mulino, Bologna.
Zingarelli, N. (2019), Lo Zingarelli. Vocabolario della lingua italiana, Zanichelli, Bologna.

Sitografia

http://www.epo.org/ Sito dell’European Patent Office, consultato il 07/07/2018.
http://www.uibm.gov.it Sito della Direzione Generale per la Lotta alla Contraffazione – Ufficio Italiano Brevetti e Marchi, consultato il 07/07/2018.

Brevetti citati

EP 2601607, https://register.epo.org/application?number=EP11754895, consultato il 07/07/2018.
EP 2827202, https://register.epo.org/application?number=EP14176420, consultato il 07/07/2018.

EP 2938902, https://register.epo.org/application?number=EP13814841, consultato il 07/07/2018.