Se leggi questo articolo, probabilmente hai inquadrato il QR code di una cartina geografica per finire nel sito di un’agenzia di traduzioni professionali. Benvenuto/a, e buona visita!

Per via del nostro core business brevettuale, lavoriamo molto con gli ingegneri. Stavolta però il nostro ingegnere di riferimento si è dedicato alla cartografia… Con gran successo! Chiediamo quindi all’Ing. Mario Fraternali come è arrivato a questa avventura.

La cartografia è sempre stata per me un interesse innato: fin da bambino guardavo le cartine come se fossero dei quadri, soprattutto quelle di metà ottocento con gli imperi e le colonie, e la scritta “hic sunt leones” in mezzo all’Africa. Mio padre mi ha poi regalato l’Atlante del Touring, un volumone che sembrava veramente uscito da una biblioteca antica. Avrò avuto circa 7 o 8 anni, l’atlante era alto quasi quanto me.

L’interesse è andato avanti col tempo, e ho avuto la possibilità, un po’ casuale, di fare la mia tesi di laurea in un ambito di idrogeologia applicata, per il quale era necessaria l’elaborazione cartografica dei dati che avevo raccolto. Ho quindi realizzato la mia prima cartografia tematica, e messo a curriculum la conoscenza di alcuni software specifici. Successivamente ho lavorato per una società di Torino, che realizzava stradari e database cartografici. La società è poi fallita, e sono stato costretto a cambiare completamente mestiere. La voglia di cartografia è però rimasta, ho quindi pensato di mettere insieme due passioni: le mappe e la montagna. Così nel 2006 è nata la casa editrice, e nel 2007 ho pubblicato la prima carta, in alta Valsusa.

Le sfide e le soddisfazioni che ritiene più importanti?

La soddisfazione maggiore è ovviamente l’apprezzamento per il lavoro che abbiamo fatto nel corso degli anni. Come ho già accennato ho fatto per diversi anni un altro mestiere, di tipo ingegneristico più “normale”, che continuo ad esercitare da libero professionista. Da un punto di vista puramente economico la casa editrice dà meno soddisfazioni, ma quando parlo con le persone di cartografia, si vede la differenza!

Ha qualche aneddoto in particolare, da raccontarci?

L’alta montagna è affascinante, ma non sono mai stato appassionato di alpinismo. Mi danno più soddisfazione le escursioni di mezza montagna, in mezzo alle vecchie borgate, su mulattiere lastricate, per boschi che in passato erano pieni di vita. Penso sia molto bello partire a piedi dal fondovalle, per arrivare ad un paesino, una chiesetta, un bosco. Spesso si fanno escursioni che partono da un rifugio, consiglio di fare anche percorsi per arrivare dal fondovalle al rifugio (o ad un borgo di montagna), si riscoprono paesaggi e luoghi spesso abbandonati, ma che regalano secondo me grandi soddisfazioni.

Giunto a questo punto, il lettore si starà chiedendo che cosa ha a che fare Fraternali con InnovaLang… Be’, in comune puntiamo ad arrivare sempre più in alto, in tutti i sensi! Più prosaicamente, in questi anni di frequentazione di Prali, perla delle Alpi Cozie ai confini del Piemonte Occidentale, ci siamo accorti che mancava una carta dei sentieri dedicata al suo territorio e che dato il suo richiamo turistico questa iniziativa potrebbe attirare l’attenzione sul servizio di traduzione professionale fornito da InnovaLang.

Il materiale di partenza migliore l’abbiamo trovato presso Fraternali: oltre a questo, la sua disponibilità ha fatto la differenza, e in poche settimane abbiamo prodotto 300 esemplari di questa pratica cartina dalle dimensioni comode e in materiale plastificato, quindi anche resistente alla pioggia, da distribuire gratuitamente.

Buona visita del resto del nostro sito, e buona camminata a Prali! :-)