Il ROI delle traduzioni professionali.

Quando un’azienda decide di effettuare un investimento, di norma si attende un ritorno su di esso, in termini di utili: il relativo indicatore si chiama per l’appunto ROI (Return on Investment), ed è uno dei più utilizzati nelle analisi finanziarie, come nel caso degli studi settoriali Plimsoll rispetto al settore della traduzione professionale.

Le traduzioni professionali per l’appunto sono un investimento per le imprese committenti, che decidono di puntare su una comunicazione effettiva e di qualità, coscienti del fatto che la traduzione automatica (senza almeno due livelli di revisione umana) e le traduzioni low-cost sono un falso mito di risparmio.

Infatti puntare su queste soluzioni economiche, come anche su agenzie di traduzione che non garantiscono un controllo di qualità totale, risulta poi un boomerang: come dicevamo in uno slogan di InnovaLang di qualche anno fa…

“Puoi anche produrre eccellenza, ma se la comunichi e traduci male, sarà percepita come scadente.”

Non vanno presi in considerazione esclusivamente i costi effettivi e i ricavi diretti, ma anche il modo in cui l’accuratezza delle traduzioni influenza la crescita e le opportunità di business; e, vista da un’altra prospettiva, quali rischi corriamo e in quali costi inciampiamo, quando optiamo per una traduzione scadente?

Gli errori in traduzione costano ben più di quanto speso per i servizi linguistici.

In qualsiasi settore l’imprenditore o il professionista si possa trovare, contenuti imprecisi, con refusi, di matrice chiaramente non madrelingua, non formattati adeguatamente consegnano al lettore un messaggio indesiderato, non corrispondente alle intenzioni del committente, e soprattutto percepito negativamente dal cliente, dal mercato, dagli stakeholder in generale, compreso lo staff dell’azienda committente, che si troverà ad essere rappresentata in altre lingue e culture in modi inadeguati, con conseguente perdita in quanto a brand e immagine, ed effetti deleteri sulla reputazione del marchio e dell’azienda.

In molti casi peraltro si rischiano anche conseguenze legali, come nel caso di traduzioni di brevetti incomplete o comunque non conformi agli originali, o nei casi di bilanci tradotti in modo non professionale.

Insomma, qualsiasi errore di traduzione può determinare gravi conseguenze sull’andamento del business, ben al di là di quanto risparmiato usando strumenti e risorse non professionali, senza un adeguato controllo di qualità garantito.

D’altro canto, i servizi di traduzione professionale portano invece opportunità di business, quindi in prospettiva un mercato più significativo, maggiori entrate e clienti fidelizzati.

Certo, tutti questi elementi sono complicati da misurare quantitativamente, ma sarebbe d’obbligo inserirli nell’analisi qualitativa del ROI.

Stando a una ricerca di Common Sense Advisory, il valore della localizzazione va ben oltre alla generazione diretta di incassi e al ritorno in termini di SEO (Search Engine Optimization), e la strategia aziendale dovrebbe tenerlo in alta considerazione, dato l’enorme potenziale di ROI veicolato da un accurato studio che andrebbe condotto a monte dei processi decisionali in internazionalizzazione.

Troppe aziende si affidano a dati imprecisi, nello stimare la convenienza di internazionalizzare in un Paese piuttosto che in un altro: misurazioni approssimative basate sul PIL e sul numero di parlanti determinate lingue, per non parlare di decisioni basate sul semplice “istinto” dei manager, o su motivi irrazionali rispetto a luoghi comuni.

Questi metodi rischiano di portare a decisioni inefficaci per la strategia linguistica, laddove il “portafoglio linguistico” deve essere funzionale a far crescere il business, aumentare i ricavi e superare la concorrenza.

Ciò che serve è usare dati reali e misurabili, così da generare una stima affidabile di ROI utile a definire aspettative e obiettivi realistici a loro volta monitorabili e misurabili.

La prima cosa da fare è porsi alcune domande “base”, come per esempio:

– Quali lingue vengono utilizzate nel mercato di riferimento?

– Quali lingue ponte sono diffuse e accettate?

– Come si muove la concorrenza?

La scelta di una strategia linguistica è una grande sfida per molte aziende: sono molti i fattori critici per determinare l’ingresso in nuovi mercati, ma tra questi la fornitura della lingua locale gioca un ruolo enorme nel portare a un aumento dei ricavi.

A seconda della tua offerta e organizzazione, la lingua giusta e tradotta in modo professionale nel posto giusto sposterà la decisione dei clienti dalla tua concorrenza verso la tua azienda.

Articolo a cura di Federico Perotto