Come in ogni attività aziendale, la gestione del rischio è un passaggio fondamentale da compiere per poter condurre con serenità le attività lavorative quotidiane, e quando si incontra un assicuratore esperto nel proprio settore di interesse, si tratta certamente di una risorsa importante.

Alcuni mesi fa ELIA ha avviato una nuova partnership con la compagnia assicurativa tedesca MG lingua, offrendo ai suoi membri un webinar di presentazione a cura del CEO di MG lingua Christian Denzer, che ha sviluppato un pacchetto assicurativo di responsabilità professionale dedicato ai membri ELIA, recentemente sottoscritto da InnovaLang.

MG lingua è un broker assicurativo indipendente, che offre prodotti assicurativi su misura per LSP fin dal 1990. Vanta trent’anni di esperienza nell’analisi del rischio assicurativo e una forte competenza nella gestione di sinistri. Christian Denzer è un innovatore che dal 2011 è riuscito a combinare metodi collaudati con un approccio innovativo nella propria attività, e per il quale il servizio personalizzato basato sulla trasparenza è una priorità assoluta.

Christian, prima di tutto grazie per la tua disponibilità a questa intervista! Iniziamo con una presentazione personale: chi è Christian Denzer?

Ho 36 anni, sono sposato e orgoglioso papà di due bimbe di uno e tre anni. Sono molto mattiniero e colgo ogni opportunità per andare a correre la mattina con Willi, il nostro bracco ungherese e, naturalmente, anche con le mie figlie. Questa abitudine fa parte del mio equilibrio tra lavoro e vita privata: quando non basta, cerco di scaricare le tensioni attraverso il fitness o gli sport di resistenza, ricaricandomi così per il lavoro. Fondamentalmente sono un appassionato di sport, per cui sono piuttosto irrequieto nel mio tempo libero: ho sempre bisogno di azione! Mi piace trascorrere il tempo libero con la mia famiglia, e ci piace molto viaggiare.

Viviamo in una situazione decisamente idilliaca in un piccolo villaggio vicino a Calw, ai margini della Foresta Nera settentrionale. Anche la nostra azienda si trova (ancora) qui: fortunatamente siamo riusciti a gestire bene la situazione nonostante il coronavirus, tanto che non ci basta più lo spazio per ospitare tutti i dipendenti e sta diventando sempre più difficile reclutare personale, per cui saremo presto costretti a trasferirci. Purtroppo l’isolamento della campagna è un problema, e attualmente siamo orientati verso il centro maggiore della zona, una cittadina chiamata Pforzheim che si trova a circa 40 km da dove ci troviamo adesso. Seguiteci su Instagram, così potrete vedere molto presto i nostri spostamenti!

Lato lavorativo, cosa ti ha portato al business assicurativo?

Questa è una buona domanda che non mi sono mai posto prima… Ma in realtà, abbastanza facile da rispondere. Sono nato in una famiglia di assicuratori! Questo dovrebbe spiegare quasi tutto, comunque. O rimani nel settore o fai qualcosa di completamente diverso. Ci sono rimasto, come puoi vedere. Mi sono trovato a mio agio molto presto con le questioni assicurative, con le complessità e pure con le peculiarità linguistiche del linguaggio assicurativo. Sembra strano, ma prendo sonno più facilmente leggendo un romanzo poliziesco, piuttosto che studiando condizioni di polizza.

Dato che lavoro nel settore da un bel po’, mi è capitato molte volte di dovermi confrontare con atteggiamenti almeno in parte negativi nei confronti di questo settore. Già ai tempi della mia formazione scolastica avevo notato che le persone sono piuttosto scettiche nei confronti dei consulenti assicurativi. In realtà è un peccato quando si riconosce il valore di questo lavoro, perché il garantire la tranquillità di vita grazie alla gestione del rischio è una professione onorevole. Tuttavia, l’atteggiamento nei confronti del mio settore è il mio incentivo a convincere le persone che esiste un altro modo. È così che cerco di essere innovativo e di promuovere una consulenza personale e quadri assicurativi in modo sempre trasparente.

Quali competenze ed esperienze sono state particolarmente utili per avviare la tua attività?

Già durante la mia formazione scolastica ho colto l’occasione per andare all’estero. Così quando avevo diciott’anni ho vissuto in Nuova Zelanda per un anno, e lì ho frequentato il liceo. Questa è sicuramente la base delle mie attuali competenze linguistiche. Dopodiché nei due anni seguenti ho completato i miei studi diplomandomi in Germania, e a seguire ho deciso in tempi relativamente brevi di rilevare l’azienda dei miei genitori.

Così sei mesi dopo ho iniziato un programma di tirocinio come agente assicurativo; nel frattempo, ho avuto alcune altre esperienze lavorative in altri settori, come la produzione cinematografica, tutti incentrati su attività che richiedono anche una buona conoscenza della lingua inglese.

Tuttavia mi sono presto reso conto che il tirocinio a cui mi ero sottoposto non era sufficiente: così ho deciso di studiare economia aziendale. Questo passaggio è stato molto importante per l’ulteriore sviluppo della nostra azienda, e ad oggi compio dieci anni giusti come amministratore delegato di seconda generazione nella nostra azienda di famiglia.

Perché hai scelto di specializzarti nel settore linguistico?

Fondamentalmente sono sempre stato interessato ad altri settori, in particolare all’industria cinematografica, alla fotografia e all’assistenza sanitaria. Ora, non lavoro direttamente in questi settori, ma offro prodotti assicurativi su misura per essi, il che mi dà altrettanta soddisfazione. Il riferimento all’industria linguistica è in realtà sorto in modo diverso.

Me ne sono occupato per la prima volta quando lavoravo già nella nostra azienda, ed è stato mio padre a sviluppare un suo prodotto insieme ad un suo amico traduttore, che gli aveva riferito quanto fosse costoso ottenere una protezione adeguata al suo settore. Allora non esisteva una vera e propria valutazione del profilo di rischio per fornitori di servizi linguistici, e vi si adattavano soluzioni nate per altri settori. Già nel 1989 aveva iniziato a sviluppare una propria tariffa dedicata al settore linguistico, che da allora viene ottimizzata quasi ogni anno.

Ho continuato ad acquisire conoscenze in questo settore fino a quando ho finalmente assunto formalmente i compiti di sviluppo e gestione del prodotto, nel 2011; mi sono quindi subito prefissato l’obiettivo di elaborare un prodotto valido a livello internazionale, che funzionasse non solo in Germania, Austria e Svizzera, ma almeno in tutta l’Europa. Lo sto sviluppando da quasi dieci anni ormai, ed abbiamo trovato un partner che fosse disposto a correre dei rischi insieme a noi. L’ostacolo più grande, ovviamente, era una questione fiscale. Perché ogni paese in Europa si comporta in modo diverso.

Ci sono prodotti e approcci specifici per quanto riguarda il nostro settore, dal tuo punto di vista?

Penso di sì. Sebbene i prodotti si svilupperanno sempre di più in moduli generalisti (All Risk) così da ricondurre quasi tutti i fornitori di servizi in un solo prodotto, restano scoperte alcune questioni che andrebbero considerate. Prima di tutto, bisogna assicurarsi che tutte le attività di un fornitore di servizi linguistici (traduzioni, interpretariato, corsi di lingue…) siano realmente coperte: non solo l’attività principale, ma anche le attività secondarie come la redazione di documentazione tecnica, l’editing, la localizzazione, e molto altro.

La responsabilità contrattuale dovrebbe essere sempre assicurata, poiché spesso vi sono trattative transfrontaliere, per cui la responsabilità legale del paese di origine non è necessariamente applicabile. Anche la copertura globale deve essere valutata con precisione. Purtroppo molti servizi essenziali sono ancora oggi esclusi. Ci sono ancora alcuni altri punti che andrebbero considerati, ma oggi non mi dilungherò oltre…

Coprite solo i fornitori di servizi linguistici o avete anche polizze dedicate ai liberi professionisti?

Assicuriamo sia le aziende che i liberi professionisti. Mettiamola così: il nostro contratto quadro si adatta a entrambi e ovviamente differisce nei premi, poiché li computiamo in base al fatturato. Nella maggior parte dei casi i nostri moduli opzionali sono più adatti alle aziende, quindi i liberi professionisti possono risparmiare limitandosi alle garanzie base.

Hai qualche aneddoto divertente sulla tua esperienza assicurativa da condividere con noi?

Be’, purtroppo il mondo delle assicurazioni è di rado divertente. Tuttavia, di recente abbiamo avuto un “incidente” molto curioso che quantomeno collega il nostro settore e l’industria linguistica. Abbiamo recentemente scritto una formulazione completamente nuova dedicata al settore delle assicurazioni per l’industria cinematografica. Ovviamente questa andava tradotta in inglese. Certo, avremmo potuto occuparcene internamente, ma era importante tradurla in modo professionale, per cui abbiamo incaricato un’agenzia di traduzioni.

Circa due-tre settimane dopo, una libera professionista, nostra cliente, ci ha chiesto se potevamo aiutarla con una traduzione dal settore assicurativo. Ovviamente abbiamo acconsentito. Starai già indovinando: era esattamente il testo che avevamo commissionato noi! Molto divertente…

Grazie mille, Christian!

(Traduzione italiana a cura di Federico Perotto)

Qui il profilo LinkedIn di Christian Denzer.

Intervista a cura di InnovaLang, agenzia di traduzioni Torino